domenica 2 ottobre 2011

Ouverture 2011: seghe, saghe, beghe e (forse) qualcosa che trovi un senso.

Un caloroso benvenuto ai miei 10 –n lettori. Dove n è un numero reale positivo che stimerò a breve, in virtù conferitami in un biennio di erudizione all’insegna del mer(d)aviglioso.

Prima, sono però doverose un paio di osservazioni. Grazie alla perversione del sistema scolastico italiano, cosa si vuol mai che sviluppi un buono studente? Ma nientepopòdimeno che una cascata di pendenti, in stile mele sulla testa di Newton, altro che il briciolo di assertività necessaria per non essere classificati nel regno vegetale.
Arrivederci confronto, spirito critico, scrittura; il massimo che venga concesso allo studentato italiano è l’analisi testuale, la cui funzione non verrà mai esplicata, rimanendo appannaggio di chi come la sottoscritta maturasse un bel dì il ghiribizzo di scrivere.

Quindi un anno in allegria dietro all’edizione scolastica dei Promessi Sposi, magari particolarmente sperticante nella critica. Oh, quale mirabile uso dell’anacoluto, in un tripudio di suggestioni conative, registra la nota millantordici di pagina duecentottantasei! E che umiltà, che ironia, che agilità nella scrittura del grande padre della letteratura!
Quel povero scricciolo dello Sposoni - Manzoni, dall’alto dell’esuberante modestia che ne permea lo stile, vantava nella propria opus magnum venticinque lettori. O forse se ne lagnava, ma pazienza.
Forse la simpatica canaglia aveva pattuito in sede massonica l’adozione dei suoi Promessi Manzi come testo letterario nazionale, e anche il numero medio di alunni per classe. Diamine, il primo ipotetico scopo il farabutto l’avrebbe raggiunto.

Lasciando da parte quello che gli studenti italiani farebbero volentieri ad Ale, se avessero a portata di mano lui e i suoi compassi, la sottoscritta – peraltro in un fugace lampo di ottimismo cosmologico – seguendo la scala quaglionis potrà ambire a un numero di lettori tendente a zero.

Non lo rivendico con orgoglio, perché non sono una persona che scopa del suo scopo e vive del proprio vivo. E neanche me ne lagno, perché non sono Ale. Condizione sufficiente per non aver velleità alcuna.

Questo blog non nasce quindi con chissà quali aspirazioni, perlomeno sul piano delle interazioni.
Fondamentalmente sarebbe destinato ad essere una piattaforma di riflessione personale, o meglio raccoglitore di lunghissime riflessioni personali, e di sfoghi di varia natura.
Quindi seghe e beghe mentali della lunghezza di una saga; una pattumiera di paturnie adolescenziali, ars poeticae degna di un Petrarca del week end e sperabilmente, in tutto ciò, qualcosa che si possa rivelare condivisibile. Non popolare, condivisibile; condivisibile nella comunicazione, un contenuto che possa raggiungervi, toccarvi, inducendovi a pensare in modo anche differente da quanto solete fare. Una lunghissima perifrasi per augurarvi buona lettura, e auspicare la nascita di contatti che possano sfiorare le corde intime della nostra humanitas, anche dietro a uno schermo.
Con educazione, però; e con educazione non intendo fioriti scambi di piacevolezze, e astensione dal turpiloquio; quello si avvicina maggiormente al bonton dei benpensanti.
E non si pensa bene fintanto che permangono pregiudizi.
L’educazione penso raggiunga il punto più alto della propria sublimazione nell’epifania di un certo grado di elasticità mentale, e rispetto per l’altrui intelletto. Dunque un approccio interpersonale che sia fondato sì sui buoni sentimenti e sul non mandarsi a Quelpaese ™ gratuitamente, ma anche e soprattutto sull’argomentazione e la strutturazione logica del proprio pensiero.
Secondo questo criterio sì, pretendo di essere presa sul serio. Nella misura in cui sosterrò le mie idee in maniera efficace, ovvero obiettivamente e con un florilegio di fonti; finché si tratta di commentare una poesia e sia, de gustibus, ma innanzi a fatti e argomentazioni auspicherei la rimozione di eventuali paraocchi. Anche da parte mia, si intende, siccome mi capiterà di non essere esente da fallacia. Nel mentre cercherò di limitare le bassezze naturali del mio pH e la logorroicità sovrana, che suppongo si intraveda vagamente da questo primo intervento.